24 agosto 2012

Quando le certificazioni diventano... incerte

Il raggiungimento di certificazioni, serie e prestigiose, ad esempio, come quelle ISASecure, sono un traguardo importante per i grandi produttori di hardware come Honeywell, che devono imporre la propria leadership tecnologica e tenere a bada la concorrenza costringendola alla perpetua rincorsa. Lo spunto ci è fornito dalla notizia riportata con grande eco su tutto il web (citiamo la prima che abbiamo trovato) della certificazione ISASecure ottenuta proprio da due prodotti di automazione Honeywell, ovvero il sistema di controllo distribuito C300 (DCS) e il modulo interfaccia di campo (FIM) entrambi della serie Experion. La certificazione è relativa a due aspetti che abbiamo già trattato in questo post, ovvero quello della sicurezza funzionale e quello della cyber-security.
Diplomas and certifications paper rolls

Ma, come dobbiamo aspettarci in questi casi, non è sempre tutto "rose e fiori", dal momento che abbiamo anche trovato un incipit di polemica, sul DigitalBond.com. La polemica non riguarda il prodotto né il produttore quanto piuttosto l'ente normativo, ovvero ISA stessa. Se siete interessati ad approfondire, questo è il link all'articolo. Non è nel nostro interesse partecipare alla polemica, quanto piuttosto cercare di ricavare dalla vicenda alcune considerazioni, che possiamo cercare di generalizzare ed applicare al vasto ambito delle tecnologie industriali di cui ci occupiamo.


Le certificazioni sono, oltre ad un riconoscimento di pregio tecnico, uno strumento di marketing molto importante. Poter decorare le brochure dei propri prodotti con pacchi di "medaglie" guadagnate sul campo non ha prezzo quando ci si trova alle fiere di settore. Certamente le certificazioni di alta fascia non lasciano adito ad alcun dubbio circa la piena rispondenza ai requisiti più stringenti, ma esistono anche le certificazioni di livello di base che richiedono requisiti inferiori, e sono queste che a volte possono trarre in inganno, facendoci ritenere "sicuro" per un certo aspetto un prodotto che in realtà è "insicuro by design".

Quando ci si trova sull'impianto, sulla piattaforma o nello stabilimento chi è deputato a effettuare una scelta tra prodotti con specifiche similari potrebbe essere tentato dal soppesare la consistenza dell'elenco degli enti normativi che certificano il pezzo. In questo caso si potrebbe trovare nella situazione in cui ritenga di aver fatto una scelta "conservativa", mentre invece una parziale o non precisa conoscenza delle norme di riferimento l'ha trasformata, in realtà, in una scelta inconsapevole e non informata.

Il suggerimento che ci sentiamo di dare, in queste circostanze, è quello non di ignorare le certificazioni che non si hanno ben chiare, ma di indurre lo stesso tecnico-commerciale di riferimento a presentarvi e illustrarvi la documentazione relativa alla certificazione ottenuta. Se non si hanno specifiche competenze o una buona formazione su una specifica norma questo è sicuramente un buon modo per farsi un'idea di quali siano i requisiti progettuali e gli assunti di base di un prodotto: forzare un oggetto ad un uso per cui non è stato pensato è infatti una delle principali cause di incidenti in ambito industriale.