13 ottobre 2014

L'astrazione dell' assoluto in un universo entangled

A detta di molti ciò che distingue gli umani dal resto delle altre forme di vita note, per quanto ci siano note, è la capacità di formulare pensieri, concetti e strutture cognitive astratte, ovvero costrutti, modelli e relazioni generalizzate, non realmente osservabili, che ci aiutano a comprendere, catalogare e classificare ciò che invece è osservabile.

Image: Courtesy NASA/JPL-Caltech. X-ray: NASA/CXC/PSU/K.Getman, E.Feigelson, M.Kuhn and the MYStIX team; Infrared: NASA/JPL-Caltech


E devo ammettere che è una capacità molto comoda ed estremamente potente.

Fin troppo potente.

Per assurdo, modellando un concetto formalmente corretto e basato su reali osservazioni, pur fondandosi su presupposti errati fragili, sarebbe possibile giustificare qualunque fenomeno naturale entro tale modello.

Beh... dunque neanche troppo assurdo.

Prima della scienza moderna, e per molto più a lungo, questa capacità, coltivata e addomesticata all'interesse di pochi, ha generato religioni e dittature, che traggono la loro forza e l'obbedienza dei loro sostenitori da imperativi "assoluti".

E se nel contesto spunta fuori qualcuno che si oppone ai presupposti errati che reggono il castello, ecco che si ricorre alla soppressione fisica, all'esilio, alla paura, alla delegittimazione, per mantenere intatti i piedi d'argilla del gigante.

L'etimologia della parola "assoluto" (dal latino ab-solutus, sciolto da) suggerisce che qualcosa di assoluto sia indipendente, libero da vincoli e non soggetto ad essere messo alla prova (cfr. l'espressione "verità assoluta").

Ma un altro modo di descrivere qualcosa del genere è anche l'espressione "fuori contesto" .

Se il mio ragionamento è corretto, dunque, non esiste un "assoluto" inerente ad un contesto, ma assoluti fuori contesto che non devono sostenere l'onere della prova o la peer review, ma che fungono da strutture cognitive dove poter catalogare l'osservazione empirica.

Sono le cose di cui ho più paura, e mi auguro che spaventino anche i lettori.

In realtà, invece, tutto è connesso.

Ogni cosa ha dei vincoli: che siano vincoli energetici o etici, da ogni scelta, ogni pensiero, ogni azione, ogni forza scaturisce una reazione.

La realtà che osserviamo e in cui ci muoviamo è in qualche modo governata da leggi; il nostro è un universo irreversibilmente "entangled" in cui gli assoluti sono un miraggio sempre più umano e sempre meno divino.

Le reazioni che generiamo, le connessioni che sperimentiamo e quelle, molto più numerose, di cui non sapremo mai l'esistenza si generano di continuo, come coppie di particelle e antiparticelle sulla soglia dell'orizzonte degli eventi.

Qualcosa occasionalmente sfugge dal pozzo gravitazionale del nostro ego e possiamo osservarla e imparare, migliorare, raffinarci.

E magari farsi un amico.

Originariamente pubblicato su Google+ http://goo.gl/aXaSVx