06 aprile 2016

Internet of Things non è morta, ma la state uccidendo!

Qualcuno si è confuso. La Internet of Things (permettete che le dia un genere femminile?) non è arrivata, né sta per arrivare. La IoT è qui già da parecchio tempo... non notata, trascurata, derisa, data per scontata da 20 anni buoni.
Certo, una volta non aveva una identità costituita da tre parole, addirittura da un acronimo cammellato, non era sulla bocca di tutti come oggi invece viene venerata come il nuovo oracolo del XXI secolo.

Avrete capito che non ho aspirazioni da commerciale, non ho nulla da vendere e soprattutto non ho nulla da perdere... ma voglio comunque condividere questi pensieri con i tanti cari amici che sapranno comprendere le frustrazioni di questo ennesimo #bramirant.



E' in mezzo a noi da quando abbiamo un computer connesso ad una rete affidabile, globale, standardizzata. Adesso qualcuno ha, giustamente, interesse a venderci la IoT che abbiamo già, innaffiandola abbondantemente di oli, spezie, profumi e ghirigori d'ogni sorta.
Se qualcuno sostiene che oggi è diverso, che una volta non si poteva fare, che oggi esistono tecnologie che la rendono possibile, vi sta ingannando, e se quel che dice è vero allora la IoT non esiste. Per tre motivi:

  • Primo: non esiste uno standard per la IoT.

Tanti standard proprietari, ma nessuno che possa dirsi nemmeno "de facto". Chiunque voglia creare una IoT lo sta facendo in modo proprietario, hackerando devices con tecnologie dell'epoca della guerra fredda.

  • Secondo: il valore della IoT non è una sua proprietà intrinseca.

Il valore sta nelle applicazioni, nella visione e nell'implementazione. Di certo non sta sul circuito stampato, come mai ci è stato se non nei primi 20 anni dopo che lo hanno inventato.

  • Terzo: La IoT da sola non ha alcuna funzione.

Per fare la differenza (e non parlo del salotto o dello scaldabagno, bensì di business rilevanti) ha bisogno di essere seguita di pari passo da un altro mostro del marketing odierno: i Big Data (in questo caso il termine rende giusto onore: sono solo tanti dati... anche qui non confondiamo il concetto con la tecnologia che serve per trarne fuori informazioni utili, per favore!).

L'unico motivo per cui ogni cosa deve fornire dati e misure attraverso una rete informatica è che questi possono essere trasformati in INFORMAZIONE con un valore per chi la utilizza e con uno svantaggio per chi non lo fa.

La Internet of Things, propagandata oggi come la panacea dai guaritori erranti del 1300, rischia di restare un'altra promessa non mantenuta, una semplificazione che chi non conosce l'universo di cui sta spregiudicatamente parlando rischia di trasformarsi in un ritorno di fiamma che brucia la terra sotto i piedi.

Comunque benvenuta IoT! Chi non muore si rivede!