27 settembre 2016

RemixOS, un grande gioiello grezzo

Bene... come cominciare?


Iniziamo dalla fine: Remix OS è un gioiello grezzo. Grande potenzialità, ma anche tanti spigoli da addolcire.
Ma andiamo per ordine...


Download

Dal sito http://www.jide.com/remixos-for-pc ho selezionato la versione 64-bit "UEFI Boot & Legacy BIOS compatible" (per le cronache la versione di RemixOS che ho provato è la 3.0.205 rilasciata il 22 settembre 2016). Le istruzioni le trovate qui:

Installazione

Dopo pochi minuti il torrent era già scaricato (parliamo di circa 1.2 GB di download). Estrazione e lancio del setup: un minuto scarso, giusto il tempo di indicare il file immagine, la dimensione dello storage (peccato che si possa indicare come dimensione massima solo 32GB!), e far installare il dual boot per Windows 10.
Al riavvio RemixOS si trova nel menu di boot di Windows.
Al primo avvio viene formattato lo storage: ci vogliono circa 10 minuti sul mio sistema... forse un po' troppo. A questo punto ho subito un duro colpo. Dopo aver formattato lo storage la mia installazione si è bloccata. Ho realizzato al secondo tentativo che forse non apprezzava che la mia scheda video fosse in modalità "switchable" anziché in modalità integrata. Questo sarebbe un altro piccolo sassolino da limare... ovvero l'mpossibilità di sfruttare schede video "terze". Onestamente non so se ci sono limitazioni su Android per usare driver di terze parti, ma sarebbe un salto in avanti galattico!

"Primo" avvio

Al terzo riavvio tutto ok, finalmente. Settaggi di rito:

  • lingua disponibile solo Inglese (più altre due... probabilmente cinese e coreano, ma non ci giurerei! In seguito ho scoperto che è disponibile anche italiano dal menu delle impostazioni).
  • impostazione Wi-Fi: Ok
  • Il layout della tastiera non viene rilevato e occorre andare a cercarselo tra le impostazioni perché non viene chiesto all'utente nel setup iniziale.

Sarebbe inoltre necessario attivare i servizi Google Play se si desiderasse utilizzare il proprio account Google, altrimenti si possono scaricare alcune delle applicazioni più popolari direttamente dallo store di Jide, anche senza account Google.

Primo boot pulito

Il boot post-setup me lo immaginavo più rapido (considerate che Windows parte in 30 secondi) dei 50 secondi netti che ci mette RemixOS, ma la sensazione una volta avviato è di estrema fluidità.


Desktop

Anche RemixOS ha il suo desktop, la taskbar e le notifiche. Sul desktop si possono posizionare icone delle applicazioni, ma (seconda delusione!) NIENTE WIDGET e niente paginazione. Forse è solo una mancanza temporanea... e francamente me lo auguro: i widget sono una cosa che rende Android grande e flessibile.

Applicazioni

Qualcosa di preinstallato e qualcos'altro di suggerito dall'app store di Jide, ma nessun bloatware.
Dal Play Store installo il minimo sindacale dell'ecosistema Google: Chrome, Drive, Calendar, Keep, Google+ e Inbox. Mi servirà qualche giorno per provare tutto... e nutro grandi aspettative per Docs, Sheets e Presentation.
Per quanto riguarda Docs ci siamo appena. L’interfaccia è ridotta all’osso proprio perché è una applicazione pensata per  schermi ridotti e tastiere touch, quindi anche solo arrivare a modificare la dimensione dei caratteri richiede maggiore distrazione rispetto ad un normale word processor. In questo caso vince a mani basse la versione web dell’applicazione, e lo stesso vale per Sheets e Presentation. E infatti per scrivere questa recensione sto usando proprio la versione FULL di Docs da browser Chrome, esattamente come farei da un qualunque altro PC, lasciando l’App Android come ultima spiaggia in caso di assenza di connessione (la versione di Chrome per Android non supporta le estensioni e quindi le Gapps non funzionano offline!).
Per chi è invece solito prendere appunti e scrivere su un editor “plain text” (ed io sono uno di quelli) per poi riportare il tutto su un word processor per la formattazione, senza andare a cercare chissà cosa, ci si può accontentare di Keep.



UX e interazione

Come c'era da aspettarsi, dato che è stato lasciato (troppo) spazio agli sviluppatori Android, non tutte le applicazioni si comportano allo stesso modo. Se su un device mobile si nota, ma non è un grosso problema, su un device "desktop" dove le app possono girare su finestra è terribile per la UX. Si vede che c'è un forte tentativo da parte di Jide di uniformare il comportamento delle finestre con comandi di interfaccia unificati, ma sono proprio le app che non collaborano (in special modo quelle più datate o quelle che richiedono gesture specifiche).

Inizialmente si tende a cercare l'icona di chiusura applicazione sulla cornice della stessa, come si farebbe su Windows o Linux... poi si realizza che non ce n'è un grande bisogno... basta premere sul pulsante Home!
Sulla taskbar è presente un comodo indicatore che rappresenta il livello di RAM attualmente utilizzata e, all'occorrenza, dall'indicatore può essere usato come task killer indiscriminato per quando le risorse scarseggiano. Ovviamente si può anche agire sulle icone delle app che indicano il loro stato sulla taskbar per chiudere le applicazioni.

Prestazioni

Ho fatto girare una sessione di AnTuTu ed è uscito un buon risultato: per il mio Acer Aspire 5750G lo score è di 87.478. Senza stupore il mio notebook di fascia medio-bassa con 5 anni di età si posiziona nella top five degli smartphone del primo semestre 2016, considerando l’enorme penalità dovuta alla grafica (sto usando la scheda grafica integrata e non la NVIDIA di cui è dotato il notebook!)... Lasciato così è un dato inconfrontabile, ma se qualcuno volesse provare e condividere il suo score potremmo farci un’idea.

Avrei voluto postare il video di Asphalt 8 Airborne... l'applicazione si avvia ma non fa il rendering del gameplay 3D (e nemmeno l'app di registrazione si è mostrata troppo amichevole). Probabilmente richiede qualche funzione grafica non disponibile sulla scheda integrata. Magari la versione virtualizzata specifica per il gaming riesce a sfruttare le features grafiche della scheda…
Mi sono dovuto accontentare di giocare con Real Racing 3, che va benino. Non fa rendering alla massima risoluzione e di tanto in tanto lagga per qualche centesimo di secondo, ma gira in fullscreen ed è giocabilissimo (nelle transizioni interne al gioco è anzi più veloce).

Scenari

Adesso arriva la parte più difficile… ovvero quella di immaginare degli scenari tipici per cui vorrei usare il mio notebook con RemixOS anzichè un tablet (o anziché un notebook con Windows!).

Certamente una tastiera fisica e un mouse/touchpad aiutano molto nella produttività in caso di attività attinenti alla scrittura, rispetto ad un tablet. E’ vero che Windows parte più velocemente, ma in uno scenario tipico di mobilità il notebook è in st-by e viene attivato per leggere o modificare un documento, per ricercare informazioni su internet, ovvero attività non istantanee come su uno smartphone, ma nemmeno esageratamente lunghe, dove le latenze tipiche di Outlook, Word o anche lo stesso Chrome non sono trascurabili come per un utilizzo “desktop”, dove magari il “pacchetto” di tempo messo in conto per lavorare, certamente mai troppo breve, richiede tutte le features a cui siamo abituati.

Quindi direi che l’utilizzo che immagino per questo OS è a metà strada tra quello tipico di un tablet e quello di un notebook in configurazione “desktop”, ovvero quello di un (ormai estinto) NetBook.

Autonomia

A questo punto, occorre esaminare un’ultima cosa: l’utilizzo della batteria. Così, a sensazione, dovrei consumare molto di più di un normale tablet: ho uno schermo enorme, ho un disco rigido rotante, ho ventole di raffreddamento e percorsi elettrici infinitamente più lunghi di quelli di un device mobile. Non mi aspetterei delle performance eccelse, ma rispetto all’utilizzo come Notebook tradizionale? Non ho i mezzi, né l’intenzione, di fare un benchmarking sull’autonomia, ma in termini grossolani immagino che l’autonomia possa essere paragonabile, dato che le fonti di assorbimento che ho citato sopra sono sempre in agguato. Devo però constatare che la ventola si attiva di meno, quasi impercettibilmente, rispetto all’utilizzo con Windows. Probabilmente perché il processore è certamente sottoutilizzato con RemixOs (vi ricordo che ho un benchmark da top di gamma pur avendo una scheda grafica da StarTac) rispetto a Windows. Questo potrebbe essere un ottimo punto a favore di RemixOS: rispetto ad un sistema operativo classico, e mai ottimizzato per durata quando uno mobile, il consumo della batteria mi sento di stimarlo inferiore di un 20% (considerando anche che la stima di durata della batteria è di poco meno di 4 ore rispetto alle 3 stimate da Windows senza funzioni di risparmio attivate).

Conclusioni

In sintesi RemixOS mi sembra assolutamente adatto ad equipaggiare un laptop con qualche annetto sul groppone per dargli nuova vita ed evitare aggiornamenti e salti di versione troppo shoccanti.
L'interfaccia è ancora un po' indietro, ma scommetto che se Google tendesse le redini degli sviluppatori (e pare che questa sia una aspettativa verosimile) RemixOS ne potrebbe certamente beneficiare.
Inoltre non si deve trascurare un fattore sconosciuto ai sistemi operativi puramente desktop: una varietà e disponibilità di applicazioni sterminata.

In definitiva, pur se non c'è un chiaro caso d'uso in cui RemixOS eccella rispetto alle alternative (ad eccezione dei prodotti venduti specificatamente da Jide, un convertibile e un boxPC certamente ottimizzati e compatibili con un maggior numero di app) non mi sento di abbandonarlo nel dimenticatoio: c'è un futuro prossimo (Andromeda, anyone?) in cui l'unificazione iniziata da Jide sarà un nuovo paradigma nel panorama degli OS.

Non faccio alcun confronto con distro Linux classiche perchè a mio avviso lo use case è assolutamente non sovrapponibile: se pensate di dover scegliere se mettere ArchLinux o RemixOS, probabilmente dovete prendervi un Mac e installarci Facebook.